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Galleria Borghese

Con l’arrivo della bella stagione mi è venuta voglia di fare una bella passeggiata in uno dei miei parchi preferiti: Villa Borghese. Peccato che per ora non posso muovermi da Milano! Ripensando alle volte in cui ci sono andata quando abitavo a Roma, mi sono ricordata la prima volta che entrai nella bellissima Galleria Borghese. Qui vidi una delle mie sculture preferite in assoluto.

Vuoi sapere qual è? Continua a leggere 😊

Villa Borghese
Villa Borghese – ©CS

VILLA BORGHESE

Questa Villa è un grande parco cittadino, il quarto più grande parco pubblico a Roma.

La villa racchiude al suo interno edifici, sculture, monumenti, fontane, ampie aree di stile inglese, edifici e piccoli fabbricati. Chiaro esempio di giardino all’italiana, la villa è contornata da innumerevoli alberi secolari tra i quali mi piaceva passeggiare o sedermi a leggere un libro.

Il cardinale Scipione Borghese, nipote del Pontefice Paolo V, affidò la realizzazione della villa a Flaminio Ponzo e al suo allievo Giovanni Vasanzio. Nel 1621 gli successe Girolamo Rainaldi. I lavori durarono dal 1607 fino al 1633, anno della morte del Cardinale.

Tra il Settecento e l’Ottocento si susseguirono diversi restauri e ampliamenti. Nel 1903 la Villa fu acquistata dallo stato italiano e destinata a parco pubblico.

Nel caso non ci fossi mai stato ti indico i luoghi più suggestivi di questa bellissima Villa:

  • il Giardino del lago dove è possibile noleggiare delle barchette e ammirare, al centro dello specchio d’acqua, il Tempietto dedicato ad Esculapio. Lungo le sponde vedrai la Meridiana e la Fontana della Famiglia dei Satiri.
  •  i Giardini Segreti (Giardino dell’Uccelliera, Giardino Vecchio, Giardino della Meridiana e Giardino della Coltivazione) ricostruiti sulla base di documentazioni storiche e iconografiche.
  • Piazza di Siena, nominata così in onore della città di origine della famiglia Borghese, sede del Concorso Ippico Internazionale, dove si svolgono eventi e concerti.
  • il Casino Borghese del Vasanzio, nel quale ha sede la Galleria Borghese.
  • la Fortezzuola oggi sede del Museo Canonica.
  • ETRU: Museo Etrusco di Villa Giulia
  • Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

Per accedere all’enorme parco di Villa Borghese ci sono ben nove ingressi. I principali e più frequentati sono:

  • quello di Porta Pinciana, alla fine di via Veneto
  • Trinità dei Monti
  • Piazzale Flaminio, progettato da Luigi Canina nel 1825. Quest’ultimo secondo me è il più suggestivo. Infatti, attraversando la Porta del Popolo ed entrando in Piazza del Popolo puoi salire le scale sulla sinistra e godere della meravigliosa vista dalla Terrazza del Pincio.
Galleria Borghese
Torretta dell’orologio – ©CS

Galleria Borghese

La costruzione della Galleria Borghese viene fatta secondo l’impianto architettonico delle tradizionali ville suburbane, come le cinquecentesche Villa Farnesina alla Lungara e la Villa Medici al Pincio.

La prima volta che andai a visitarla era una domenica uggiosa e affrontando le intemperie decisi di combattere la noia con una meravigliosa immersione nell’arte. La fortuna era dalla mia parte, perchè la cassiera mi fece entrare nonostante fossi senza prenotazione e le persone e i gruppi continuassero ad arrivare.

Il Museo Galleria Borghese custodisce ed espone una collezione di sculture, bassorilievi e mosaici antichi, nonché dipinti e sculture dal XV al XIX secolo. Tra i capolavori della raccolta ci sono opere di Caravaggio, Raffaello, Tiziano, Correggio, Antonello da Messina, Giovanni Bellini e le sculture di Gian Lorenzo Bernini e del Canova.

Le opere sono esposte nelle 20 sale affrescate per le quali non sapevo dove posare per primo lo sguardo. Tieni conto che ci sono altri 260 dipinti custoditi nei Depositi della Galleria Borghese. Essi sono collocati sopra il piano della Pinacoteca e allestiti come una quadreria. I Depositi della Galleria Borghese sono visitabili su prenotazione.

Galleria Borhese: Sala 3

Arrivata alla Sala 3 finalmente la vidi: Apollo e Dafne di Gian Lorenzo Bernini. Ti dico che è la mia scultura preferita perchè per me è la definizione di bellezza. Se l’hai già vista o avrai la fortuna di vederla noterai la trasparenza del marmo, lì dove le mani di Dafne cominciano a trasformarsi in foglie. Percepirai la passione e l’amore con cui lo scultore ha creato l’opera. Vedrai la mano di Apollo che, secondo i versi di Ovidio, sotto il legno ancora sentiva batterle il cuore di Dafne. Ti assicuro che sarei rimasta ad ammirarla per ore. Sono riuscira a fare una foto prima che mi accorgessi che era vietato e venissi redarguita 😛

galleria borghese
Apollo e Dafne – ©CS

“Apollo e Dafne” alla Galleria Borghese

Il gruppo di Apollo e Dafne fu scolpito da Bernini tra il 1622 e il 1625. Il soggetto non era nuovo nella storia dell’arte ma gli scultori non lo avevano mai affrontato. Bernini osò quanto sino ad allora era apparso impossibile: rappresentare nel marmo un corpo umano che si trasforma in pianta.

Narra Ovidio, nelle sue Metamorfosi, che Apollo, travolto da una passione incontenibile, inseguiva la ninfa Dafne. La fanciulla, che invece provava repulsione per lui, non voleva neppure essere toccata e scappava. Durante la corsa, ella implorò il padre, il dio fluviale Peneo, di salvarla. Appena Apollo la toccò ella venne trasformata in albero di alloro.

il gruppo scultoreo

Nel capolavoro di Bernini, Apollo riesce a raggiungere, alla fine di una lunga corsa, la bella Dafne e questa, sfiorata dalle dita del giovane, inizia la sua trasformazione in albero. Sbilanciato in avanti, Apollo compie una rotazione con il busto per afferrare Dafne. Il mantello, che gli sta scivolando via e si gonfia nel vento. Dafne, invece, si inarca all’indietro, ruota il busto e allarga le braccia in alto. Le sue mani e i capelli stanno prendendo la forma di rami e di foglie, le gambe stanno diventando tronco e i piedi radici. Insomma, questa scultura ha il potere di suscitarti un’intensa partecipazione emotiva!

L’opera, le cui figure sono in scala naturale, è concepita per offrire diversi punti di vista. Bernini volle collocarla in modo che, entrando nella stanza, si potesse inizialmente vedere solo Apollo di spalle e appena intuire la metamorfosi di Dafne. Da quell’angolazione si scorgeva solo la corteccia che già avvolgeva il corpo della ninfa. Solo girando attorno alla scultura si sarebbero scoperti i particolari della trasformazione.

Bernini seppe anche portare la materia del marmo alle sue estreme possibilità espressive. Quella dell’artista fu una scommessa con i limiti statici della materia. Una sfida alla forza di gravità che lo spinse alla ricerca sempre più audace di posizioni e torsioni, accorgimenti e camuffamenti. Un simile risultato è ottenibile solo grazie a uno straordinario controllo della tecnica. L’Apollo e Dafne si presenta come un vero e proprio miracolo della tecnica. Le due figure sono ricavate da un unico, enorme blocco e le foglie arrivano a raggiungere spessori minimi, tanto che si potrebbero spezzare con la semplice pressione delle dita. L’artista fu inoltre magistrale nel rendere la sericità della pelle nuda di Dafne che contrasta con la ruvidezza della sua nuova corteccia.

Hai mai visitato la Galleria Borghese? Se non ci sei mai stato ti auguro di poterci andare e ammirare questa bellissima scultura!

Comments:

  • 10 Aprile 2021

    Sono stata a Villa Borghese solo una volta, troppo poco tempo per esplorarla tutta e scoprirne la bellezza. Mi sono però ripromessa di visitare la Galleria Borghese la prossima volta, soprattutto per vedere dal vivo la tua statua preferita che ricordo dai libri di scuola così vividamente.

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