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Beduino alla leggendaria Petra

Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, la leggendaria città di Petra è anche una delle “nuove sette meraviglie del mondo”. Oggi ti porterò alla sua scoperta.

La leggendaria Petra
Scorci – ©CS

Come si fa a descrivere Petra in un articolo? Petra deve essere vissuta, bisogna lasciarsi trasportare dalla sua magnificenza e tornare a casa col cuore pieno di stupore.

L’antica città di Petra si estende seminascosta nel cuore dei monti Shara, nella Giordania meridionale.

Protetta da un’impenetrabile barriera di roccia, è una città avvolta nel mistero, cosa di cui vado molto ghiotta! Da quando fu “scoperta” da un viaggiatore occidentale nel 1812 e nonostante periodi di aspro conflitto che hanno coinvolto questa parte del mondo, è riuscita a conservare la sua potente forza di attrazione. Oggi i visitatori sono ben accolti sia dai beduini, che continuano a considerare Petra la loro patria, sia dai cittadini della vicina Wadi Musa.

Leggendaria Petra
In giro per Petra – ©CS

Io ovviamente ti racconterò la mia avventura e ti darò dei consigli, ma se mai andrai a visitarla ti renderai conto di com’è difficile descriverla a parole. Io e la mia amica ci siamo sentite davvero a casa, dal momento in cui siamo salite sul taxi che ci ha portato a Petra, a quando ci ha riportate alla frontiera con Israele.

COME ARRIVARE A PETRA DA ISRAELE

Io e la mia amica abbiamo attraversato la frontiera di Wadi Araba ad Eilat, come ti accennavo qui. Si può passare tranquillamente a piedi dopo aver superato i meticolosi controlli. Tieni conto che per entrare in Giordania bisogna pagare una tassa. Noi abbiamo optato per il Jordan Pass, in particolare il Jordan Explorer, uno speciale pacchetto turistico dedicato a chi visita la Giordania. Questo pass ci ha permesso di:

  • Avere due giorni consecutivi per visitare la l’antica città di Petra;
  • Essere esentate dal pagare le tasse all’arrivo in Giordania. Questo perché abbiamo comprato il pass online prima di entrare nel paese e abbiamo deciso di soggiornarvi tre notti.

Al ritorno invece, dovendo rientrare in Israele sempre attraverso Wadi Araba, abbiamo pagato una piccola somma.

Una volta superata la frontiera, abbiamo preso un taxi che avevo già contattato giorni prima grazie all’aiuto di due miei amici che si erano trovati bene durante il loro soggiorno a Petra. Il prezzo è davvero conveniente. Il tassista, il nostro nuovo amico Saleh, si è gentilmente fermato ad un distributore per farci prelevare dei dinari e abbiamo iniziato la tratta di due ore verso l’antica città di Petra.

Durante il viaggio in macchina, Saleh ci ha parlato della Giordania, dei suoi abitanti e della loro ospitalità. Ci ha dato dei consigli, scattato foto dove il panorama era troppo bello per farselo sfuggire, e offerto caffè e pane tipici giordani.

Una volta arrivate al campo dei beduini dove siamo rimaste per l’intera durata del nostro soggiorno nel paese, ci siamo accordate per farci venire a prendere e riportarci alla frontiera.

Per la leggendaria Petra
Per la leggendaria Petra – ©CS

BREVE STORIA DI PETRA

Prima di portarti con me alla scoperta della leggendaria città di Petra ti darò una breve infarinatura sulla sua storia.

Petra fu fondata nel IV secolo a.C. dai nabatei, una tribù nomade proveniente dall’Arabia antica. All’apice del suo splendore contava circa 30.000 abitanti. Nel 100 d.C. i romani ne assunsero il controllo lasciando la loro tangibile traccia negli elementi architettonici, tra cui la Strada Colonnata.

I terremoti del 363 e del 551 danneggiarono gran parte della città, che divenne un avamposto dimenticato da tutti tranne che dai beduini che preferirono mantenere segreta la sua posizione.

Nel 1812 il giovane esploratore svizzero Jean Louis Burckardt pose fine all’isolamento di Petra entrando nel Siq perfettamente vestito da arabo in compagnia di una guida locale. Gli appunti e gli schizzi che riuscì a realizzare nel corso della sua breve visita riportarono la leggendaria Petra all’attenzione del mondo.

Alla fine del secolo cominciarono i primi veri scavi archeologici, a cui seguirono la meticolosa catalogazione dei monumenti, la prima stesura delle mappe e le prime visite a partire dagli anni Trenta.

Dopo aver portato acqua ed elettricità nel corso della prima parte del Novecento, arriviamo al 1980 quando Petra viene collegata dalla linea di autubus che parte da Amman, e al 1985 quando viene dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

PRIMO GIORNO ALLA LEGGENDARIA PETRA

Non ti nego che l’emozione di visitare la città era tanta. Dopo la sveglia all’alba e una buona colazione che ci ha dato la carica, ci siamo fatte portare all’ingresso dell’antica città da uno dei beduini. Il campo, situato a Piccola Petra e distante circa 8 km dal parco archeologico, offre la possibilità di essere accompagnati in macchina ed essere riportati indietro alla fine della visita.

D’estate è consigliato iniziare la visita molto presto per evitare di arrivare al monastero già stanchi e abbagliati dal sole. Noi siamo entrate nel sito alle 7:30 e vi assicuro che la luce del mattino ha reso tutto più magico, considerando anche il fatto che c’era meno gente e più tranquillità.

Bab as Siq
Bab as Siq – ©CS

LA LEGGENDARIA PETRA: SIQ E TESORO

Dall’ingresso del parco archeologico, abbiamo percorso una strada che si snoda per circa 800m attraverso una zona che si chiama Bab As Siq, nella quale sono disseminati i primi resti dell’antica Petra.

Arrivate all’inizio del Siq, il cui significato è “gola”, ci siamo trovate inghiottite da uno stretto passaggio e circondate da alte pareti verticali di roccia. Indubbiamente una delle meraviglie di Petra! Non nego che la camminata lungo il magico corridoio che si snoda tortuoso verso la città nascosta, ha accresciuto il nostro senso di aspettativa. Questo effetto sicuramente era già noto ai nabatei, che trasformavano questo passaggio in una via processionale punteggiata di siti sacri.

Le nostre aspettative non sono state deluse. Ad un tratto si è aperta a noi la vista del Tesoro. Questo fu scolpito nell’arenaria per ospitare la tomba del re Nabateo Aretas III. Nonostante ciò, deve il suo nome alla leggenda secondo la quale un faraone egizio nascose qui le sue ricchezze mentre inseguiva gli israeliti.

CURIOSITà

Ammirando i raggi del sole sulla facciata dell’edificio, noterai come illuminano di lato i solchi forse lasciati da scale a pioli per la manutenzione della facciata.

SIQ ESTERNO E STRADA DELLE FACCIATE

Dopo le classiche foto instagrammabili di rito, abbiamo proseguito l’esplorazione lasciandoci il Tesoro alle spalle. Percorrendo la strada che diventa più ampia, comunemente chiamata Siq esterno, abbiamo ammirato le varie tombe e case costruite sui due lati. Quando il Siq esterno si spalanca, il sentiero svolta a sinistra verso la Strada delle Facciate, che ospita una dozzina di facciate scavate una a fianco all’altra su quattro livelli diversi.

Siq esterno
Siq esterno – ©CS

LA LEGGENDARIA PETRA: L’ALTURA DEL SACRIFICIO

Questo è il più accessibile dei luoghi in posizione elevata di Petra, ben conservato in cima al Jebel Madbah, oltre 170m sopra il Wadi Musa.

Vi si arriva risalendo una rampa di scalini segnalata poco prima del Teatro: all’altezza degli obelischi potrai girare a destra per raggiungere la piattaforma sacrificale.

Sarebbe stato tutto molto facile se non avessi fatto amicizia con un cane e avessi pensato che mi avrebbe portato lui all’altare…Il destino però ci ha fatto incontrare una simpatica coppia di spagnoli, anch’essi dispersi tra le alture infinite della leggendaria Petra. Assieme a loro e grazie ad una bambina del posto che per pietà ci è venuta a soccorrere, abbiamo ritrovato la retta via 😉

Una volta arrivato all’altura godrai di una vista magnifica sul sito archeologico e noterai che al centro del cortile è presente una piccola pedana che forse sosteneva un tavolo per le offerte.

Dopo le solite foto rituali abbiamo ripreso il cammino, questa volta in discesa.

DISCESA DALL’ALTURA ATTRAVERSO IL WADI FARASA

Prendendo questo sentiero abbiamo avuto la possibilità di passare tra le rovine del forte crociato. Spesso il sentiero è stretto e ripido ma è ben chiaro dove mettere i piedi.

Lungo questo sentiero abbiamo incontrato:

  • Monumento del leone: scavato dentro la parete rocciosa, potrebbe essere stata una fontana d’acqua potabile, visto che dalla bocca del leone spunta una tubatura.
  • Triclinio del giardino: sporgendosi a picco sulle facciate sotto, siamo arrivate ad una semplice grotta. Il luogo deve il suo nome ad un tappeto d’erba che in primavera adorna l’area del portico
  • Tomba del soldato romano: a sinistra del triclinio noterai una scala intagliata nella roccia che porta a questa tomba. Il suo nome deriva dalla figura della nicchia centrale presente nella facciata che raffigura un uomo senza testa che indossa una corazza.
  • Tomba della Rinascita: scendendo ancora le scale ci si ritrova sull’orlo di un muro di contenimento del wadi, dove le rocce mostrano una colorazione di una bellezza sconvolgente. La parete della gola ospita in basso diverse tombe, tra cui vale la pena notare la Tomba della Rinascita, con un’urna in cima e un insolito arco che ne regge altre tre sopra l’ingresso.

Qasr al-Bint al Faraoun

Ormai eravamo in esplorazione da più di 4 ore ma la voglia di raggiungere il Monastero continuava a crescere. Faceva caldo ma il fatto di esserci munite di camicia a maniche lunghe, pantaloni lunghi e cappellino ci ha permesso di ripararci dal sole cocente e, paradossalmente, di non soffrire di caldo.

Continuando il percorso abbiamo cominciato a scorgere le rovine del Tempio Grande che avremmo visitato più tardi durante la strada del ritorno. Passando però, ci siamo soffermate di fronte all’imponente Qasr al-Bint al Faraoun che nulla ha a che vedere col suo nome, “palazzo della figlia del faraone”. Si tratta di un grande tempio nabateo a pianta quadrata eretto nel I secolo d.C.

Qui vicino è presente un’area di ristoro dove potrai fermarti a mangiare all’ombra e riposarti un attimo.

MONASTERO DELLA LEGGENDARIA PETRA

Il monumento più famoso di Petra è anche il più faticoso da raggiungere! Dall’area di ristoro ci vuole circa un’ora per raggiungerlo e ben 800 gradini da salire. Per quanto questa idea possa abbatterti, per la strada troverai spesso punti adatti alla sosta e in men che non si dica ti troverai di fronte alla meraviglia!

Monastero della leggendaria Petra
Monastero di Petra – ©CS

La facciata del monastero è tanto imponente che ti sembrerà di sperimentare un’illusione ottica: la porta da sola è grande come una casa. Il nome di “monastero” venne dato per delle croci incise all’interno ma quasi certamente fu un tempio dedicato al re nabateo Obodas I e venne deificato alla sua morte.

Dopo una pausa per riprendere fiato e mangiare un boccone, ci siamo fatte incuriosire dall’insegna “End of The World Coffee”. A circa 3 minuti di cammino ci siamo ritrovate di fonte ad un punto panoramico mozzafiato dove si trova un piccolo bar all’aperto.

Vista su Petra
Bar con vista – ©CS

Lasciato questo sogno alle spalle, siamo tornate al centro di Petra. Per farlo abbiamo ripercorso il sentiero a ritroso, ma per fortuna stavolta era in discesa!

TEMENOS, TEMPIO GRANDE, STRADA COLONNATA E ANFITEATRO

Ormai si erano fatte le 15 e io e la mia amica abbiamo deciso di lasciare le Tombe Reali al giorno successivo. La stanchezza si faceva sentire ma la felicità di essere lì non ce la faceva pesare.

Superato il Qasr al-Bint di cui ti parlavo prima, ci siamo trovate di fronte al Temenos, un’area sacra del tempio. L’estremità ovest della strada colonnata è quindi delimitata dalle rovine in parte ricostruite della porta del temenos, dove i quartieri degli affari cedevano il passo ai luoghi di culto.

Percorrendo la via Colonnata abbiamo incontrato:

  • Il Tempio grande e di fronte il Tempio dei leoni alati
  • La Terrazza del giardino e di fronte il palazzo reale
  • Il Mercato

Prima di recarci all’uscita passando di nuovo davanti al Tesoro, siamo passate di fronte all’anfiteatro nabateo, con la platea che scende fino al livello dell’orchestra. Un progetto chiaramente di epoca ellenistica nonostante i romani vi apportarono delle modifiche.

Nel prossimo articolo ti parlerò delle Tombe Reali e di Piccola Petra, un’altra perla di questo bellissimo paese.

Comments:

  • 29 Aprile 2022

    Che viaggio appassionante, sono anni che mi riprometto di andare in Giordania ma non ci sono ancora riuscita. Sarà sicuramente uno dei prossimi viaggi zaino in spalla in famiglia! Secondo te è fattibile con una bambina grandicella (9 anni)? Per fortuna le piace camminare!

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