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  >  #InsolitArtITALIA   >  CASA MUSEO LODOVICO POGLIAGHI: UN SOGNO PER GLI AMANTI DELL’ARTE
Casa museo Lodovico Pogliaghi

Non lontano da Milano si trova il Sacro Monte di Varese. Patrimonio dell’Unesco, il Sacro Monte è situato nel Parco Naturale Regionale Campo dei Fiori a pochi chilometri dal centro della città. All’interno di questo bellissimo complesso si trova la Casa Museo Lodovico Pogliaghi di cui ti parlerò oggi.

Casa museo Lodovico Pogliaghi
Ingresso della casa – ©CS

Alessia mi diceva da diverso tempo che saremo dovute andare al Sacro Monte di Varese. Ciò che più mi ha convinto è stata l’idea di visitare la Casa Museo Lodovico Pogliaghi, uno fra i più grandi artisti milanesi di fine ‘800 e inizio ‘900. Finalmente un sabato mattina decidiamo di affittare una macchina e partite da una Milano quasi deserta, vicino alla stazione centrale, alla volta di Varese. Abbiamo impiegato circa un’ora e nonostante la nebbia mattutina non promettesse bene, un meraviglioso sole autunnale ci ha accolto all’arrivo.

Potrebbe sembrare superfluo dire che a quell’altezza l’aria sembrava più leggera e pulita ma la sensazione che abbiamo avuto scendendo dalla macchina è stata quella di essere arrivate in un posto davvero speciale. Del Sacro Monte ti parlerà Alessia la prossima settimana. Io oggi ti porterò alla scoperta delle stanze uniche nel loro genere della Casa Museo Lodovico Pogliaghi, un sogno ad occhi aperti per gli amanti dell’arte!

VISITA ALLA CASA MUSEO LODOVICO POGLIAGHI

Io e Alessia abbiamo prenotato il biglietto d’ingresso sul sito internet. L’entrata al museo si trova di fronte al ristorante Montorfano, sul viale delle cappelle. Una volta arrivate al museo ci hanno accolto due gentilissime guide illustrandoci il percorso della visita. Dopo aver aspettato brevemente nel giardino all’italiana seminato di antichità, una di loro ci ha accompagnato all’interno della casa.

Per prima cosa ci ha introdotto la storia di questo peculiare artista.

CHI ERA LODOVICO POGLIAGHI

Pittore, scultore, architetto e scenografo, Lodovico Pogliaghi nasce l’8 gennaio 1857 a Milano dall’ingegnere ferroviario Giuseppe Pogliaghi e da Luigia Merli, entrambi appartenenti a ricche e distinte famiglie borghesi della città. Frequenta il Liceo Parini di Milano per poi iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Brera.

Il suo aspetto quasi regale, severo, viene espresso molto bene in un ritratto affisso sulla parete di fronte all’ingresso della casa museo. Ciò non ti farebbe credere che, in realtà, quest’uomo non superava il metro e 52 di altezza.

La scultura è l’ambito di cui era il maestro. Si applica però anche alla grafica, alla glittica, all’oreficeria e all’arte vetraria.

La sua opera più famosa è di certo la porta centrale del Duomo di Milano, alla quale Pogliaghi si dedica dal 1894 al 1908. Non posso negarti che quando abbiamo visto l’imponente gesso originale conservato nella Casa Museo, siamo rimaste a bocca aperta.

Pogliaghi fu fortemente influenzato dal linguaggio dell’ormai tardo Romanticismo e da quello del Liberty. Per questo resterà escluso dai movimenti rivoluzionari e dalle avanguardie che si diffondevano tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento. Proprio per questo suo attaccamento alla disciplina accademica, il conosciuto artista viene progressivamente dimenticato dalla critica. Questa gli preferirà infatti artisti più provocatori e di rottura con la tradizione.

Porta del Duomo
Porta del Duomo di Milano – ©CS

LA CASA SUL SACRO MONTE

Lodovico Pogliaghi lavora al restauro di varie cappelle del Sacro Monte di Varese e frequentando questo luogo se ne innamora. A partire dal 1885 acquista una serie di terreni per iniziare la costruzione della sua casa, alla quale si dedica con grande dedizione per tutta la vita avendola progettata lui stesso.

Oltre ad essere un abile artista, Pogliaghi era anche un colto collezionista. La sua passione per le antichità e per gli oggetti inusuali, esotici e rari, lo porta a trasformare la sua abitazione in uno splendido scrigno di tesori.

Proprio qui si è spento all’età di 93 anni, ancora nel pieno della sua attività.

CASA MUSEO LODOVICO POGLIAGHI: LE STANZE

Pogliaghi concepisce la sua abitazione come un vero e proprio laboratorio-museo. Essa riflette perfettamente il suo gusto eclettico e la sua curiosità verso tutte le forme d’arte.

Deciderà di donare la proprietà alla Santa Sede, per poi affidarla definitivamente alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, di cui ho parlato qui. Ancora oggi la Casa Museo Lodovico Pogliaghi è custodita dall’Ambrosiana. Tra il 1971 e il 1990, la casa viene aperta al pubblico per poi rimanere di nuovo inaccessibile fino al 2014, quando riapre con un nuovo allestimento museale.

Casa museo Lodovico Pogliaghi
Sala Rossa – ©AP

Sala della Madonna

La sala d’ingresso della casa museo è detta Sala della Madonna o Sala delle collezioni per l’allestimento di diverse vetrine studiate appositamente dal Pogliaghi. La selezione delle opere esposte, ti farà sicuramente capire l’infinita curiosità per gli oggetti più disparati che caratterizzava questo personaggio. Ciò che mi ha impressionato di più è che l’artista non si era mai spostato dall’Italia. Tutto ciò che è presente nella villa è stato spedito dai luoghi d’origine appositamente per lui. Tra i pezzi più significativi dell’esposizione spicca nella nicchia centrale una Madonna con il Bambino in legno policromo. Essa appartiene all’inizio del Cinquecento ed è attribuita allo scultore tedesco Gregor Erhart. Il basamento in stucco è stato realizzato da Pogliaghi. Come due innocenti fanciulle, io e Alessia ci siamo divertite ad ammirare le ombre generate dalle due marionette del teatro giavanese, chiamate Wayang Kulit, risalenti al XIX secolo. Se alzi lo sguardo noterai che sulle pareti sono presenti dei cartoni preparatori disegnati dall’artista. Non si sa con certezza se li abbia lasciati intenzionalmente incompiuti o non li abbia mai terminati, ma il loro fascino non necessita di risposta 🙂

Biblioteca

La Biblioteca di casa Pogliaghi raccoglieva fino agli anni Cinquanta pergamene, autografi e altri oggetti ora custoditi presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano. La decorazione parietale che puoi notare è stata studiata da Pogliaghi per richiamare l’atmosfera di uno studiolo rinascimentale. Nella sala è oggi esposta una parte della produzione di medaglie e placchette commemorative realizzate dall’artista nel corso della sua carriera. La Biblioteca ospita inoltre uno dei pezzi più preziosi della collezione: un bozzetto in terracotta raffigurante Santa Bibiana, attribuito a Gian Lorenzo Bernini.

Mentre passeggiavamo per le stanze e ascolatavamo la guida, era inevitabile guardare fuori dalle finestre e ammirare il paesaggio circostante. Immaginati come potesse essere la casa al tempo di Pogliaghi, quando ancora era piena di fermento e di artisti all’opera!

Frontone con mosaico
Mosaico Visto dal Balconcino – ©CS

Sala Rossa

La Sala Rossa prende il nome dalla ricca tappezzeria damascata del Settecento che decora la stanza. Io mi sono innamorata degli specchi veneziani appesi sulla parete di destra, colpiti dalla luce che entrava dalla finestra avevano un aspetto ancora più affascinante. Questa porta finestra si apre su un bellissimo balconcino che si affaccia sull’immensa vallata. All’epoca di Pogliaghi la vista doveva essere ancora più mozzafiato visto che la vegetazione non era ancora così rigogliosa. Al centro del balcone è posizionata una riproduzione del tripode realizzato dallo scultore per il Tempio Canoviano di Possagno, un’altra imperdibile gita che voglio fare appena sarà possibile! Una volta uscito sul balcone, se alzi lo sguardo, vedrai un bellissimo frontone interamente decorato a mosaico. Le tessere finemente incastrate tra loro brillavano così tanto alla luce del sole che ci siamo chieste se fosse possibile scorgere il frontone dal sentiero delle cappelle. La guida ha risposto affermativamente alla nostra domanda ma non ti dirò il numero esatto della cappella, sarai tu a scoprirlo!

Galleria dorata

Proseguendo la visita ti troverai nella Galleria dorata, dove ti invito a rivolgere lo sguardo verso l’alto. Ammirerai la riproduzione in gesso, stucco dorato e specchi del soffitto eseguito per la sala da bagno di una reggia del terzultimo scià di Persia. Il sovrano ricompensa l’artista donandogli alcune lastre di alabastro. Pogliaghi le sistema in modo da creare un bovindo – balcone chiuso e sporgente dalla facciata di un edificio – che lascia entrare la luce creando un’atmosfera unica.

Quello che mi ha stupito di questa galleria sono i due sarcofagi egizi originali. Il più antico e meglio conservato, risale alla XXV dinastia. Il secondo, realizzato nel corso della dinastia successiva, ha perso la sua originaria policromia lasciando a vista il legno di sicomoro.

Galleria
Sarcofago nella Galleria – ©AP

Atelier

Sulla destra vedrai subito l’imponente porta centrale del Duomo di Milano. L’artista ha assemblato, rilavorato e in parte dipinto le formelle per ottenere una personale riproduzione dell’opera. Devo ammettere che sia io che Alessia non avevamo mai notato come fosse bella vedendo l’originale dal vivo. Qui puoi avvicinarti e ammirare più attentamente i dettagli delle singole formelle. Hai mai fatto caso all’albero che nasce dalla base, al centro della porta, e sale fino in cima?

L’ampio spazio in cui si trova la porta era l’atelier dove l’artista lavorava con i suoi aiutanti. Attorno ad essa, noterai quattro figure bronzee realizzate per la Cappella del Sacramento della Basilica del Santo di Padova.

A testimonianza di due illustri commissioni romane rimangono il bozzetto per il gruppo scultoreo della Concordia, per l’Altare della Patria, e due formelle per la porta centrale della Basilica di Santa Maria Maggiore.

Se vorrai, potrai sederti alcuni minuti al centro della sala per guardare alcune foto che scorrono su uno schermo. Esse ritraggono lo stesso artista e l’aspetto della casa durante i lavori.

Casa museo Lodovico Pogliaghi
Statue dell’esedra – ©CS

Esedra

Ed eccoci arrivate al posto che più mi è rimasto nel cuore. Come avrai già capito dal mio articolo sul Bar Canova, i luoghi ricchi di statue e oggetti d’antiquariato sono i miei preferiti. La ricca collezione archeologica di Pogliaghi esprime appieno il mio gusto. In questa sala ammirerai un affollamento apparentemente casuale di opere dietro cui si cela la colta regia e l’estro scenografico dell’artista.

La nicchia centrale ospita la statua in marmo di Dioniso-Apollo, risalente alla prima metà del II secolo d.C. e acquistata a Roma nel 1893. Alla statua mancava la testa e Pogliaghi la realizza in gesso. Solo ad un’attenta osservazione noterai la linea che la separa dal resto del corpo.

Ai piedi della statua sono disposte in ogni angolo opere d’arte greca, romana ed etrusca, ceramiche antiche, frammenti di architetture classiche, opere rinascimentali e reperti archeologici. Osservando numerosi pezzi della collezione è possibile apprezzare modifiche, ricomposizioni e integrazioni operate da Pogliaghi stesso per creare pastiche tipici del gusto ottocentesco. Credo che sarei potuta rimanere a sognare lì per ore se Alessia non mi avesse riportato alla realtà chiedendomi di farle delle foto…

Dettagli
Dettagli di Calchi – ©CS

Il Giardino

Alla fine della visita la guida ci ha lasciate girare indisturbati per le sale per godercele con più calma (indovina dove sono rimasta di più?). Successivamente abbiamo approfittato del sole autunnale facendo un giretto per l’adorabile giardino all’inglese all’esterno della villa. Qui puoi notare dei calchi in gesso e varie statue attraverso una finestra che affaccia sul giardino. Una decadente bellezza con le piante che facevano da cornice.

FINE DELLA VISITA E PRANZO

Dopo aver ringraziato le preparatissime guide, decidiamo di fare una sosta per mangiare un boccone, prima di andare a visitare la Cripta del Sacro Monte e percorrere il sentiero delle cappelle.

I posti per mangiare non sono molti. Il ristorante Montorfano ha una bellissima terrazza che ovviamente, essendo una giornata di sole, era al completo. Abbiamo optato per il locale di fronte, il ristorante Milano, dal quale la vista non era per niente deludente!

Casa museo Lodovico Pogliaghi
Vista dal Ristorante – ©CS

Ti auguro di poter andare a visitare questo posto incantevole appena si potrà di nuovo. Nel frattempo dimmi cosa ne pensi e aspetta la prossima settimana per scoprire come si è evoluta la nostra giornata 🙂

Comments:

  • 30 Dicembre 2020

    Ma sai che non ne avevo mai sentito parlare? Nè di lui nè della sua incredibile casa. Mi piacciono molto le storie personali di questi personaggi eclettici, colti collezionisti di opere d’arte e, in questo caso, artisti a sua volta. Credo che potrei impazzire di fronte al gesso del portone del Duomo e ti ringrazio davvero per il bel suggerimento. Credo che la casa museo di Pogliaghi sarà una delle prime mete delle gite fuoriporta che spero si potranno fare presto in regione.

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  • 29 Dicembre 2020

    Adoro le case museo sono meglio dei musei stessi! 😅 Questa non la conoscevo, ma se è l’autore della porta del duomo di Milano, devo assolutamente andare a visiitarla! Bella idea!

    reply...
  • 19 Dicembre 2020

    Non conoscevo assolutamente questo posto e ne sono rimasta davvero a bocca aperta! Grazie per avermelo fatto scoprire.. le sale interne sembrano splendide!

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