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Galleria degli Uffizi

Per continuare l’amarcord iniziato col mio precedente articolo, oggi ti porterò alla Galleria degli Uffizi di Firenze. Ti parlerò di due opere che amo particolarmente e che spero di poter tornare ad ammirare presto. Vuoi sapere quali sono? Continua a leggere!

Firenze
Firenze – ©CS

Grazie al mio lavoro ho avuto la possibilità di andare spesso a Firenze. A seguito di una trasferta decisi di prolungare il mio soggiorno per poterla vivere meglio durante il fine settimana. Tra le tante tappe obbligatorie non potevo saltare uno dei musei che tanto sognavo di visitare quando studiavo storia dell’arte. Decisi così di prenotare l’ingresso per me ed un mio amico alla famosa Galleria degli Uffizi.

Galleria degli Uffizi

La Galleria degli Uffizi (cioè “uffici”) si trova nel cuore di Firenze, proprio accanto a Piazza della Signoria ed il suo bellissimo Palazzo Vecchio. La Galleria occupa interamente il primo e secondo piano del grande edificio costruito tra il 1560 e il 1580 su progetto di Giorgio Vasari per ordine di Cosimo I de’ Medici. Inizialmente, il palazzo doveva essere la nuova sede delle maggiori magistrature fiorentine. Intervenendo nella piazza che era il simbolo del potere a Firenze, Piazza della Signoria, Vasari realizza un immenso corridoio. Esso è caratterizzato da un portico e da aperture classiche che culmina in una loggia a serliana che immette sul lungo Arno. Si creano così due aperture scenografiche: una verso il fiume e una, nell’altro senso, verso Palazzo Vecchio.

Galleria degli Uffizi
Galleria degli Uffizi – ©Pixabay

Curiosità: Giorgio Vasari

Giorgio Vasari fu un artista manierista attivo, come pittore e soprattutto come architetto, in diverse città italiane tra le quali Arezzo, Bologna, Napoli e Roma. Il suo nome rimane legato soprattutto alle grandi committenze pubbliche dei Medici a Firenze e alla raccolta delle Vite (Vite dei più eccellenti architetti pittori et scultori italiani da Cimabue insino a’ tempi nostri) del 1550. Questa raccolta costituisce la prima opera moderna di storiografia artistica, nelle quali Vasari definì il canone dell’arte italiana fra Trecento e Cinquecento. Una fonte fondamentale per gli studiosi di Storia dell’arte! 😊

Come arrivare alle Gallerie degli Uffizi

Una volta arrivato a Firenze, potrai raggiungere facilmente a piedi la Galleria degli Uffizi in circa 10 minuti. Dalla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella, puoi percorrere Via de’ Cerretani e raggiungere Piazza del Duomo, poi Via Calzaiuoli verso Piazza della Signoria. Una volta arrivato davanti a Palazzo Vecchio, vai all’angolo tra Palazzo Vecchio e la Loggia dei Lanzi. Lì troverai la Galleria degli Uffizi e due opere da non perdere!

Galleria degli Uffizi
Galleria degli Uffizi – ©Pixabay

La quantità di opere meravigliose che ci sono alla galleria è infinita, ma ciò che mi ha emozionato particolarmente è stato vedere la Nascita di Venere e la Primavera di Sandro Botticelli. Queste due opere si trovano nelle sale 10-14. Non so se hai mai sentito parlare della Sindrome di Stendhal, beh non è che sia stata percossa da brividi e malessere generale ma devo dire che vederle dal vivo è stata una grande emozione!

Galleria degli Uffizi
Galleria degli Uffizi, Dettaglio – ©Pixabay

Sandro Botticelli in poche parole

Sandro Filipepi detto Botticelli è stato un pittore fiorentino formatosi nella bottega di Filippo Lippi a cavallo tra il Quattro e il Cinquecento. Indiscusso maestro del Rinascimento italiano e massimo interprete della cultura della cerchia medicea, seppe dare vita agli ideali sostenuti dai filosofi fiorentini creando immagini di delicata e struggente bellezza. Ciò che mi piace del suo stile è l’uso ritmico ed espressivo della linea ma soprattutto l’accostamento di colori tenui e delicati.

LA PRIMAVERA alla Galleria degli Uffizi

La prima opera di cui ti parlerò è la Primavera. Realizzata tra il 1482 e il 1485 circa fu eseguita per Lorenzo di Pierfrancesco dei Medici, cugino in secondo grado del Magnifico.

La pittura mostra nove figure della mitologia classica che si muovono leggiadre su un prato fiorito, sullo sfondo di un boschetto di aranci e alloro.

La Primavera
Primavera, Sandro Botticelli – ©Pixabay

le figure rappresentate

In primo piano a destra noterai Zefiro e la ninfa Clori, raffigurata poco oltre nelle sembianze di Flora, dea della fioritura.Al centro della composizione, leggermente arretrati, riconoscerai la dea dell’amore e della bellezza Venere ed il figlio Eros, raffigurato bendato mentre scocca il dardo d’amore in direzione delle tre Grazie danzanti. Chiude la composizione Mercurio, il messaggero degli dei con indosso elmo e calzari alati, intento a scacciare una nuvola con il caduceo, il suo bastone alato.

Pur rimanendo misterioso il complesso significato della composizione e avendo dunque varie interpretazioni, ho trovato affascinante la teoria dello storico dell’arte Ernst Gombrich, secondo il quale la Primavera sarebbe da collegare con le teorie neoplatoniche. Il quadro rappresenterebbe l’amore che attraversa diversi gradi:

  • l’amore sensuale, rappresentato da Zefiro che agguanta la ninfa Cloris, la quale inizia a emettere fiori dalla bocca. A causa della loro unione, la ninfa si trasforma in Flora, cioè nella Primavera, qui mostrata mentre sparge le rose raccolte sul grembo
  • l’amore più perfetto, impersonificato dalla Venere e dalle tre Grazie. Queste ultime potrebbero anche essere le Ore, dee dell’ordine nella natura e delle stagioni. Coperte di veli trasparenti, indossano gioielli raffinatissimi che richiamano la formazione da orafo di Botticelli
  • l’amore che si solleva alla sfera divina sotto la guida di Mercurio

Botticelli, inoltre, non era interessato a proporre una scena dal sapore realistico. Così, se i particolari sono resi attentamente, sull’esempio della pittura fiamminga, l’insieme appare idealizzato. Tutti i personaggi presentano forme allungate e flessuose e ciò che mi ha incantato sono i loro atteggiamenti eleganti e aristocratici, il loro modo di camminare, o meglio, danzare sul prato senza calpestare l’erba e i fiori.

 Curiosità

La vegetazione, il cui colore scuro è in parte dovuto all’alterazione del pigmento originale, è rischiarata dall’abbondanza di fiori e frutti. Sono state riconosciute ben 138 specie di piante diverse, accuratamente descritte da Botticelli servendosi forse di erbari. Ti ricorda qualcosa? Leggi qui 🙂

La Nascita di Venere alla Galleria degli Uffizi

Diversamente dalla Primavera, dipinto su tavola, la Nascita di Venere fu realizzato su tela, un supporto spesso impiegato nel Quattrocento per pitture decorative destinate alle residenze signorili. Fu realizzata negli stessi anni della Primavera e probabilmente per lo stesso committente, Lorenzo di Pierfrancesco dei Medici. L’opera, a differenza di quanto recita il titolo, non rappresenta Venere che sorge dal mare ma il suo approdo sull’Isola di Cipro o forse di Citera.

Nascita di Venere
Nascita di Venere, Sandro Botticelli – ©Pixabay

figure e possibile interpretazione

Venere, in piedi sopra una valva di conchiglia, simbolo di fecondità, è mostrata nuda, in parte coperta dai fluenti capelli biondi. Essa è ritratta nell’atteggiamento della Venus pudica – una mano al seno e l’altra sul pube – tipico delle sculture ellenistiche e ben noto agli artisti già dal Medioevo.

A sinistra, due geni alati abbracciati che, dopo aver visto la Primavera riconoscerai sicuramente: sono Zefiro, il vento primaverile, e la sua sposa Cloris, che sospingono Venere nel suo viaggio verso terra. Alcuni studiosi hanno tuttavia riconosciuto nella figura femminile alata la dolce brezza Aura.

A destra, sulla riva, una fanciulla scalza sta per coprire la dea con un manto di seta rosa ricamato con fiori primaverili, soprattutto margherite. Quest’ultimo personaggio è stato identificato da alcuni studiosi con l’Ora della Primavera, altri vi hanno riconosciuto Flora, altri ancora una delle Grazie.

Alle spalle di questa figura femminile, il paesaggio è delineato dalle insenature e dai promontori della costa e impreziosito da un boschetto di melaranci in fiore lumeggiati d’oro. I melaranci, detti anche “mala medica” per le loro proprietà terapeutiche, sono allusivi alla stirpe medicea.

Ciò che rende affascinante quest’opera, a mio avviso, è questo andamento ritmico, musicale, dato dalle marcate linee di contorno sulle figure. Ciò ti impedisce di soffermarti, di comprendere la scena nella sua interezza. Allo stesso modo, la luce non ha sorgenti, non modella le figure, non esalta i colori ma sembra quasi un’emanazione spirituale.

Galleria degli Uffizi
Dettaglio della Nascita di Venere – ©CS

Anche in questo caso, l’interpretazione che più mi a attratto è quella in cui La Nascita di Venere sarebbe una rappresentazione della Humanitas, secondo i princìpi della filosofia neoplatonica, e proporrebbe un parallelismo tra cultura classica e cultura cristiana. Ciò significherebbe che la nascita di Venere dall’acqua del mare avesse un carattere spirituale e non sensuale. L’intento di Botticelli sarebbe stato quello di celebrare la “vera bellezza”, quella cioè prodotta dall’unione della materia (natura) con lo spirito (idea).

Curiosità

Rispetto alla Primavera, nella Nascita di Venere potrai notare un mutamento dello stile di Botticelli. La tela è dipinta a tempera magra, che produce l’effetto opaco simile all’affresco. Inoltre, l’opera è caratterizzata da una maggior bidimensionalità, poichè le figure si stagliano nette sull’azzurro del male e del cielo. Botticelli non usa nemmeno lo scorcio, le cui deformazioni ottiche avrebbero allontanato l’immagine dall’ideale di perfezione.

Botticelli condivideva con i classici un’idea che mi ha sempre affascinato: che l’arte avesse il bello come unico fine. L’arte botticelliana infatti, è distaccata dall’esperienza sensoriale, non nasce dall’osservazione diretta del vero e non mira a costruire una realtà perfetta modellata sull’esempio del reale. Tra gli sguardi dei protagonisti noterai una lieve malinconia, elemento molto diffuso nei lavori dell’artista fiorentino.

Ideali di bellezza del Neoplatonismo in breve

Visto che la filosofia è una delle mie passioni e che ho accennato spesso al Neoplatonismo, mi sembra giusto che anche tu abbia un assaggio di ciò a cui mi riferisco.

I due quadri rispecchiano gli ideali di bellezza del neoplatonismo di Marsilio Ficino, il quale propose la ripresa del pensiero platonico e ne mostrò l’affinità con il cristianesimo. L’influenza delle teorie neoplatoniche sulle arti figurative ebbe un forte impatto. I temi della bellezza e dell’amore divennero centrali in quanto l’uomo, spinto dall’amore, poteva elevarsi dal regno della materia fino a quello dello spirito. Per questo motivo alla mitologia venne assegnata la stessa dignità che veniva conferita ai temi di soggetto sacro.
Questo spiega anche il motivo per cui le decorazioni di carattere profano ebbero una così larga diffusione. Persino Venere, considerata la dea più peccaminosa dell’Olimpo pagano, divenne uno dei soggetti più raffigurati dagli artisti grazie alla filosofia neoplatonica. Ella infatti viene rappresentata secondo una duplice tipologia: la Venere celeste, simbolo dell’amore spirituale che spingeva l’uomo verso l’ascesi, e la Venere terrena, simbolo delle passioni.

Con questo breve salto nel Rinascimento spero di averti fatto innamorare di queste due opere. Alla prossima!

Comments:

  • 1 Maggio 2021

    Sarà che i musei non devono mai mancare in un mio itinerario di viaggio. Gli Uffizi li adoro particolarmente e sogno di tornarci dopo anni! 🙂

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