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Il Panorama Mozzafiato di Cagliari

Se ti trovi in Sardegna ti consiglio di fare un’escursione sulla Sella del Diavolo di Cagliari. È il promontorio roccioso a forma di sella di cavallo che svetta sul Golfo degli Angeli. La sua sagoma è il simbolo della città e ne rappresenta infatti anche la cartolina più famosa. Sapevi che con una breve escursione a due passi dal centro puoi ammirare un panorama mozzafiato andando alla scoperta dei resti archeologici risalenti a varie epoche storiche? Hai mai letto o sentito la leggenda che racconta l’origine della Sella del Diavolo?

La Spiaggia del Poetto
La Sella del Diavolo dal Poetto – ©CS

IL MIO AMORE PER CAGLIARI

Cagliari è una città antica e ricca di peculiarità che nei secoli ha costruito la sua identità. È un piccolo scrigno di prestiti culturali e linguistici assimilati dalle varie dominazioni succedutesi negli anni. È un porto e come tale assorbe le caratteristiche di chi arriva e di chi parte, accogliendo a braccia aperte i visitatori.

Quando soffia il maestrale mi piace cercare riparo e perdermi per le strette vie della città. Amo sentire i profumi della cucina tradizionale e delle diverse culture che hanno trovato qui la loro seconda casa. Ma un’altra cosa che mi fa sentire bene è il respirare l’aria pura e salmastra lontano dal traffico soffocante della città. Con una breve escursione sulla Sella del Diavolo di Cagliari, infatti, puoi concederti una pausa immergendoti nella natura selvaggia. Verrai avvolto da quella macchia mediterranea incontaminata che caratterizza la Sardegna e ammirerai il bellissimo panorama della città. Quello che mi piace è soprattutto la possibilità di passare accanto ai resti archeologici risalenti a varie epoche storiche, reperti che testimoniano le diverse dominazioni a cui ho accennato.

LA SELLA DEL DIAVOLO DI CAGLIARI: ARCHEOLOGIA

Ammirare questo panorama dall’alto dà luce, da respiro. Ti permette di vedere come la nostra vita nella città e la natura che ci circonda facciano parte di un unico disegno.

L’escursione che ti aspetta è una passeggiata breve e poco impegnativa che permette di osservare elementi di grande interesse naturalistico, archeologico e storico. Inoltre, il sentiero è ben tracciato ed è a due passi dal centro urbano. Non rischierai di perderti.

Lungo questo itinerario incontrerai varie peculiarità botaniche e il profumo della macchia mediterranea è così intenso che ti sembrerà di essere lontano anni luce dalla sottostante città. Man mano che proseguirai incontrerai i resti di un fortino della II guerra mondiale e della torre di Sant’Elia, realizzata dai pisani nel 1292. Si dice che qui avvenne il martirio del santo durante le persecuzioni di Diocleziano. Nell’XI secolo tutta l’area venne affidata ai monaci Vittorini che costruirono un monastero e si presero cura delle peschiere e delle aree coltivabili della zona circostante. Nel XVI secolo invece, occuparono l’intera area i Carmelitani che diedero il nome di Sant’Elia al promontorio.

Non ti sarà difficile individuare la semi-diroccata torre del Poetto che faceva parte del sistema di difesa ed avvistamento creato dagli spagnoli sempre nel XVI secolo. La torre serviva a proteggere l’Isola da incursioni ed attacchi provenienti dal mare. Era chiamata “torre del Pouhet del San Elias“, cioè Torre del Pozzetto di Sant’Elia, per la sua prossimità alla cisterna punica nota come “sa bucca de su tiaulu”, ovvero la bocca del diavolo. Questa cisterna è ancora ben individuabile grazie alla sua caratteristica pianta allungata e al profilo delle pareti che vanno a restringersi verso l’alto. Nelle vicinanze si trova una cisterna idrica di epoca romana costruita per la raccolta dell’acqua piovana.

UN PANORAMA MOZZAFIATO

Uno dei punti più interessanti e belli è la terrazza panoramica naturale che si staglia sulla spiaggia del Poetto. Questa famosa striscia di sabbia lunga 7 chilometri è la spiaggia dei cagliaritani ed è conosciuta come spiaggia dei centomila. Il Poetto, tra alluvioni e rifacimenti,  ne ha passate tante ma rimane pur sempre il simbolo della vera essenza della città. Proprio a ridosso della sella si trova il porticciolo di Marina Piccola, meta delle passeggiate estive dei cagliaritani.

Dietro la spiaggia prendono forma le vasche saline. Sono uno scrigno di stagni di acqua dolce e salata, in cui trovano pace i fenicotteri rosa. Se sarete fortunati potreste vederli spiccare il volo, volteggiare sul Golfo degli Angeli e tornare a riposarsi nelle saline del parco di Molentargius, ormai diventate casa loro dal 1993.

Dal punto panoramico, nelle giornate limpide si possono individuare Villasimius e Capo Carbonara e proseguendo puoi affacciarti sul mare limpidissimo della piccola Cala Fighera.

Parco di Molentargius
Le Saline di Cagliari – ©CS

LA LEGGENDA DELLA SELLA DEL DIAVOLO DI CAGLIARI

La Sardegna è ricca di leggende è una tra le più famose è proprio quella sulla Sella del Diavolo. Si racconta che il Golfo degli Angeli venne così chiamato perché all’origine dei tempi vi avvenne una battaglia tra Lucifero e le schiere angeliche. Il diavolo e i suoi demoni, ammaliati dal fascino e dalla bellezza del golfo, cercarono di impadronirsene avvelenandolo con i loro influssi malefici. Dio mandò i suoi angeli prediletti per scacciare Lucifero e i suoi adepti dando così inizio allo scontro. A questo punto vi sono due teorie. La più conosciuta vuole che Lucifero in fuga venne disarcionato da cavallo perdendo la sua sella, la quale si posò sulle acque del golfo pietrificandosi. L’altra racconta che il demone, durante la battaglia, cadde sul promontorio dandogli l’attuale forma. Da qui il nome “Sella del diavolo“.

Chi non si accontenta di questa fiaba dallo spirito cristiano, dice che quella tra Lucifero e gli angeli non è che una raffinata forma di vendetta ideata dai primi cristiani nei confronti dei pagani. I fenici infatti veneravano la dea Astarte ed eressero un santuario a lei dedicato sull’altura della “sella”. È ancora visibile una piccola cisterna punica la cui acqua veniva utilizzata per le funzioni del santuario. Se infatti la tradizione classica descriveva la dea come una graziosa fanciulla, quella biblica troverà in lei altre parole degne del diavolo, appunto. Nel museo archeologico di Cagliari si conserva un frammento di lastra marmorea che ne testimonia l’esistenza.

Sia che tu sia spinto dall’interesse di carattere naturalistico, sia che ti faccia trasportare dal fascino delle leggende e dell’archeologia, questa è una passeggiata piacevole che ti consiglio di fare. Sono sicura che ti piacerà ammirare Cagliari da un’altra prospettiva e notare come una città così vivace possa apparire così piccola e quieta dall’alto.

Hai mai visitato Cagliari? Ti piacerebbe saperne di più? Lascia un commento e condividi l’articolo con i tuoi followers!

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Comments:

  • 2 Luglio 2020

    Mi mangio ancora le mani per non aver dato a Cagliari il giusto tempo per visitarla tutta per bene. Mi piacerebbe tornarvi e vederla in tutta la sua bellezza, fermarmi al Poetto e godermi il mare. E ovviamente non potrei mancare anche qui!

    reply...
  • 30 Giugno 2020

    Eh, la Sardegna…un’isola paradisiaca, sia per il suo mare che per le bellezze dell’entroterra. Purtroppo quest’anno ho dovuto rinunciare a trascorrervi le vacanze, ma appena l’occasione si ripresenta andrò sicuramente a vedere la sella del diavolo.

    reply...
  • 17 Giugno 2020

    Sono stata a Cagliari ormai parecchi anni fa ma non ho visitato questo luogo e anzi non ne avevo sentito parlare. Che dire il panorama è mozzafiato e lo terrò presente per un prossimo futuro, grazie delle indicazioni.

    reply...
  • 17 Giugno 2020

    Avevo già un biglietto per Cagliari per marzo e mi avevano consigliato la Sella del Diavolo! Poi per motivi a tutti noti non sono più partita ma ho un forte desiderio di scoprirla, spero presto!

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