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Prioria

Uno degli ambienti più belli del Vittoriale degli Italiani è la Prioria. Oggi ti farò visitare le sue bellissime stanze che affacciano sull’immenso parco a Gardone Riviera.

Al visitatore – Teco porti lo specchio di Narciso? – Questo è piombato vetro, o mascheraio. – Aggiusta le tue maschere al tuo viso – ma pensa che sei vetro contro acciaio.

Gabriele D’Annunzio

Se mai vorrai passare una giornata al Vittoriale degli Italiani, potrai leggere questi versi all’ingresso della stanza del Mascheraio, nella Prioria. Si dice che questi versi furono composti in occasione della visita di Mussolini, nel maggio 1925. Leggenda narra che D’Annunzio lo fece attendere oltre due ore nella stanza degli “ospiti indesiderati”, circondato solo da librerie cariche di volumi in lingua tedesca.

LA PRIORIA: INFORMAZIONI UTILI

Come ho accennato nel precedente articolo, per la visita alla Prioria è necessaria la prenotazione in seguito alla scelta dell’orario d’entrata.

Il costo della visita dipende dal percorso che scegli. Io e i miei genitori abbiamo comprato il percorso completo che ci ha permesso di visitare la Prioria.

LA PRIORIA E LE SUE STANZE

La Prioria, ovvero la casa del frate priore, come amava definirsi D’Annunzio, presenta una facciata ispirata al disegno del palazzotto aretino del Podestà. L’architetto Gian Carlo Maroni, su precise indicazioni del comandante, collocò ai lati gli altorilievi del leone di San Marco e dell’aquila di San Giovanni. Tra due affreschi, rinvenuti durante i lavori, noterai un gran numero di stemmi con al centro quello disegnato da D’Annunzio. Esso raffigura un levriero e il motto “nè più fermo nè più fedele“.

Arrivata l’ora della mia visita, una guida molto gentile e disponibile ha fatto salire me e gli altri partecipanti i sette gradini del vestibolo, un piccolo ambiente dal forte valore mistico e sacrale. I gradini in marmo rosa rappresentano i vizi e le virtù, mentre la colonnina sull’ultimo gradino, proveniente da Assisi, rimanda alla povertà e all’austerità dell’ordine francescano. Infatti, la scritta in latino che vedrai collocata tra le due porte che conducono alle stanze d’attesa, significa “ti accogliamo in questo rifugio agreste”.

Ingresso Prioria
Ingresso Prioria – ©Hiddenword.it

Di seguito ti elencherò le stanze che compongono questa casa meravigliosa, della quale mi sono letteralmente innamorata. C’è chi dice che ci sia veramente troppa roba, ma io sono particolarmente attratta da questi posti eclettici dove non si sa dove posare per primo lo sguardo.

STANZA DEL MASCHERAIO

Dal vestiblo, la porta a destra conduce alla stanza degli ospiti indesiderati, la stanza del Mascheraio, dedicata a questa figura che fabbrica e vende le maschere di carnevale. Proprio qui ebbe luogo la visita di Mussolini di cui ti ho accennato all’inizio.

La Prioria
Stanza del Mascheraio – ©zambracca.it

STANZA DELLA MUSICA

La stanza della musica è caratterizzata da un gioco di luci colori e contrasti grazie all’alternarsi sulle pareti di una stoffa di damasco rosso e di cortinaggi di seta nera con motivi dorati. Ad accentuare il gioco di luci e colori sono le quindici colonne sormontate da zucche luminose e canestre di frutta colorate in vetro di Murano, realizzate da Napoleone Martinuzzi. Proprio da una finestra della stanza della musica, la prima entrando, D’Annunzio cadde misteriosamente il 13 agosto 1922 e riportò una grave ferita alla testa. Non si conobbero le cause della caduta, neppure il poeta ne parlò mai, ma tra quelle più accreditate c’è una sua acrobazia amorosa verso la sorella di Luisa Baccara 🙂

Stanza della Musica
Stanza della Musica – ©iisgalileijesi

SALA DEL MAPPAMONDO

La sala del mappamondo prende nome dal grande mappamondo appartenuto al precedente proprietario della villa, Henry Thode, sormontato da un galeone in ferro battuto. Indovina? questo galeone è in realtà un lampadario!

La stanza oltre a contenere gran parte della biblioteca dello studioso tedesco, fungeva anche da cenacolo per ospiti illustri, artisti, editori e scrittori. La sala custodisce un piccolo sacrario dedicato a Napoleone Bonaparte. Noterai infatti la maschera funeraria dell’imperatore che campeggia accanto alla tabacchiera risalente all’ultimo periodo di esilio e alla copia del Memorial de Sainte Helene. Oltre a ciò, D’Annunzio ha voluto omaggiare un’altra figura che gli era particolarmente cara: quella di Dante Alighieri. Egli fece incastonare in una nicchia di damasco rosso una xilografia di Adolfo de Carolis, realizzata a Fiume nel 1920.

la Prioria
Stanza del Mappamondo – ©athenaenoctua.com

SALA DELLA ZAMBRACCA

Il poeta utilizzava questa sala come studiolo e anticamera e l’aveva dotata anche di una fornitissima farmacia: da qui il nome “zambracca”, ovvero donna di pulizie ma anche meretrice. Forse non sai che oltre ad essere un grande poeta, D’Annunzio era anche un grande ipocondriaco!

Sulla scrivania ma anche nel resto della stanza noterai tantissimi oggetti: sculture cinesi si alternano a porcellane giapponesi e ad argenti di gran pregio tra cui il calamaio di Marco Buccellati e la testa d’aquila realizzata da Renato Brozzi; inoltre la testa in gesso dell’Aurora di Michelangelo, cristalli di rocca e bronzi cinesi.

Fu proprio a questa scrivania che, il primo marzo 1938, D’Annunzio morì per emorragia cerebrale.

la Prioria
Stanza della Zambracca – ©iisgalileijesi

STANZA DELLA LEDA

Prima di entrare nella stanza del poeta si legge “genio et voluptati” cioè al genio e al piacere. Questo ambiente è nominato stanza della Leda per il bronzo raffigurante la scena mitologica di Leda amata da Zeus in forma di cigno. Il tema amoroso aleggia anche sul soffitto della stanza dove campeggiano i primi versi della canzone dantesca “tre donne intorno al cor mi son venute”.

Noterai sicuramente i sei elefanti in maiolica acquistati in Francia dalla moglie, Maria Hardouin di Gallese, insieme a:

  • la preziosa coperta in seta del letto
  • le ceramiche faentine dipinte da Pietro Melandri
  • le maioliche cinesi persiane e indocinesi
  • le sculture in smalto
la Prioria
Stanza della Leda

VERANDA DELL’APOLLINO

L’architetto Maroni la progettò per evitare che la luce diretta non entrasse nella stanza della Leda. Il nome della veranda viene dalla statua di Apollo collocata in centro e già presente nello studio del poeta ad Arcachon, in Francia.

Veranda dell'apollino
Veranda dell’apollino – ©Giovanni Vanoglio

BAGNO BLU

Quando mi sono affacciata sulla soglia del bagno sono rimasta senza parole. Attiguo e comunicante con la stanza della Leda, la sovrabbondanza degli oggetti, soprattutto orientaleggianti, raggiunge l’apice! Non mancano rimandi alla classicità come la copia in gesso dell’Athena Lemnia di Fidia, il verso di Pintaro “ottima è l’acqua” ripetuto sul soffitto. Io sono rimasta incantata dagli animali acquatici sparsi qua e là che si aggiungono agli altri fino a creare una sorta di zoo.

Per non parlare del tavolo da toeletta dove potrai vedere il prezioso servizio in argento composto da pettini, spazzole e scatole per la cipria. Sul lavabo, invece, le bottiglie dell’Acqua Nunzia, il profumo realizzato dal poeta per gli amici.

Bagno Blu
Bagno Blu – ©athenaenoctua.com

STANZA DEL LEBBROSO

A detta della guida, probabilmente questa stanza è l’ambiente più enigmatico di tutta la Prioria. D’Annunzio ha curato la stanza del lebbroso con grande attenzione. Egli la usava ogni anno per ritirarsi in meditazione per gli anniversari di morte della madre, di Eleonora Duse e degli amici. Questo è il luogo dove il comandante sarà deposto per sua volontà la notte della sua morte, vegliato da Giancarlo Maroni.

Tutto l’ambiente è intriso da una forte valenza francescana, ribadita dalle decorazioni presenti, ispirate dal libro La storia di San Francesco d’Assisi di Emile Chavin.

STANZA DELLE RELIQUIE

Qui D’Annunzio tratteggia la sua idea del sacro a partire dalla cosiddetta piramide degli idoli. Questo altare è costituito, a partire dalla base, da una gatta addormentata assieme ai suoi cuccioli che rappresentano il mondo terreno. Salendo, vedrai due cani di Fo dell’olimpo cinese, il Buddah, idoli con figure di uccelli e la Madonna in trono col Bambino. Non ci sono però solo immagini sacre ma anche le reliquie di guerra del comandante. Se alzerai lo sguardo, vedrai il vessillo in seta rossa della reggenza italiana del Carnaro, l’altorilievo del leone di San Marco e il dipinto sempre del leone di Guido Marussig. A queste reliquie si aggiungono quelle del ciborio ligneo del Cinquecento collocato sotto l’altorilievo. Qui potrai notare il volante deformato del motoscafo di Henry Segrave, morto nel lago Windermere nel tentativo di superare il record di velocità per natanti d’entrobordo.

Entrando in questa stanza puoi immaginarti quando, ai suoi tempi, D’Annunzio ospitava piccoli concerti eseguiti da Luisa Baccara al pianoforte. Accanto allo strumento si trova la vetrata di Santa Cecilia, protettrice dei musicisti.

LA CUCINA DELLA PRIORIA

Uscendo dalla stanza delle reliquie, la guida ti inviterà ad avanzare verso la cucina. La cuoca fedele di D’Annunzio, Albina Lucarelli Becevello, conosciuta come Suor Intingola, disponeva di una cucina attrezzatissima per l’epoca! Oltre al camino e allo scaldavivande, disponeva di utensili rari come una ghiacciaia e un frigorifero elettrico.

Cucina della Prioria
Cucina della Prioria – ©CS

STANZA DEL GIGLIO

Qui ammirerai circa di 3000 volumi di storia e letteratura italiana. D’Annunzio volle sistemarvi un armonium e due nicchie che affacciano sul corridoio, piene di libri da lui annotati.

ORATORIO DALMATA

Stanza d’attesa per gli ospiti ben accetti 🙂 collegata direttamente al vestibolo in modo da creare continuità tra i due ambienti. Ad accentuare la sua atmosfera mistica contribuiscono gli stalli in noce di un coro seicentesco, le iscrizioni francescane e le preziose edizioni di esercizi spirituali.

Se alzerai lo sguardo, vedrai una reliquia particolare: l’elica dell’idrovolante di Francesco De Pinedo che nel 1925 effettuò il volo di 55000 km da Sesto Calende-Melbourne-Tokyo.

SCRITTOIO DEL MONCO

Ti darà il benvenuto in questa stanza una mano mozzata e scorticata con la scritta “recisa quiescit“. Lo scrittoio è una biblioteca di letteratura francese e italiana adibita al disbrigo delle corrispondenze del poeta. Questa mano sta a significare l’impossibilità di D’Annunzio di rispondere alle numerose lettere che riceveva ogni giorno.

OFFICINA DELLA PRIORIA

Lo studio di D’Annunzio si trova proprio accanto allo scrittoio. Questo è un ambiente molto luminoso grazie alle scaffalature in rovere chiaro che contengono strumenti di lavoro, dizionari, repertori, volumi che si alternano a oggetti cari al poeta. Uno di questi è il calco in gesso del volto di Eleonora Duse che DAnnunzio teneva coperto per non essere distratto dalla sua bellezza. Ad impreziosire l’ambiente contribuiscono le fotografie della cappella Sistina, delle tombe medicee, il calchi in gesso della corsa dei cavalieri del fregio del Partenone e al centro della stanza la Nike di Samotracia.

Uscendo dall’officina troverai la Clausura, dove risiedevano le donne del comandante: Luisa Baccara e la governante-amante Aélis Mazoyer oltre alle altre ospiti femminili e qualche personaggio in visita al poeta.

SALA DA PRANZO DELLA PRIORIA o SALA DELLA CHELI

Questa stanza è una vera e propria esplosione di luci e colori! Devo dire che l’ho trovata davvero diversa dagli altri ambienti e la mia attenzione è stata attirata dal carapace presente a capotavola. Questo apparteneva alla tartaruga Cheli che, a detta di D’Annunzio, morì per indigestione di tuberosa. Il poeta decise di posizionarla lì come monito rivolto ai commensali 🙂

D’Annunzio raramente si sedeva a tavola con gli ospiti.

Sala da pranzo
Sala da pranzo – ©Giovanni Vanoglio

TERMINE VISITA ALLA PRIORIA

Arrivato alla fine del tour, potrai proseguire da solo la visita del Museo D’Annunzio Eroe.

Museo D’Annunzio Eroe: lo schifamondo

Questo museo espone i cimeli di guerra del comandante. Le sue stanza fanno parte dello Schifamondo, l’ala del Vittoriale che D’Annunzio e l’architetto Maroni cominciarono a progettare a partire dal 1926. Purtroppo il poeta non vi abitò mai perchè i lavori si protrassero a lungo ed egli morì prima di poterla vedere terminata.

Ci sarebbero tante altre cose da dire a proposito della Prioria ma se mai andrai a visitare il Vittoriale degli Italiani avrai modo di scoprire tutte le sue bellezze in prima persona!

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