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Israele e i suoi colori

Dal punto di vista paesaggistico e naturalistico mi sono follemente innamorata di Israele. Oggi ti parlerò della parte meridionale del paese, in particolare di Eilat, dove puoi fare snorkeling sulla barriera corallina; del Red Canyon, una gola nel deserto del Negev dove ti sembrerà di essere in America e di Makhtesh Ramon, un immenso cratere vicino alla città di Mitzpe Ramon. Spero che anche tu venga incantato da Israele e i suoi colori.

Israele e i suoi colori
In mezzo al Red Canyon – ©CS

Come avrai capito dai miei precedenti articoli, Israele mi è rimasta nel cuore. Oggi ti parlerò di mete forse meno conosciute ma che spero ti attrarranno. Per cominciare ti racconterò di quando io e la mia amica abbiamo fatto snorkeling sulla barriera corallina.

ISRAELE E I SUOI COLORI: EILAT

Eilat, finestra di Israele sul Mar Rosso, può essere definita una città resort, dove il piacere e il relax di una vacanza al mare si uniscono al divertimento di un luogo giovane e dinamico.

Una volta arrivate in autobus da Gerusalemme, mi ha dato l’impressione di essere un grande specchio per le allodole dove tutti vi si recano solo per il suo scintillio di negozi e, ovviamente, per le immersioni. In realtà questa città portuale ha una storia che risale ai tempi biblici.

BREVE STORIA DI EILAT

Questa città viene citata nel primo Libro dei re della Bibbia con il nome di Ezion-Geber. Ai tempi di Salomone Eilat era un punto di imbarco delle merci e soprattutto del rame, prodotto dalle miniere di Timna. Il lancio turistico della città avvenne intorno alla prima metà del Novecento, quando i viaggiatori provenienti da tutto il mondo scoprirono la piacevolezza del suo clima sempre caldo e la bellezza del suo mare. Oggi oltre all’offerta balneare e alle tantissime attività acquatiche, Eilat offre al viaggiatore solitario, in coppia o in famiglia un’incredibile varietà di attrazioni: musei, parchi a tema, immersioni, festival di jazz, locali notturni e tante attività sportive.

LA MIA ESPERIENZA AD EILAT

Noi in realtà ci siamo recate qui in giornata perché a pochi chilometri si trova la frontiera di Wadi Araba che abbiamo attraversato per entrare in Giordania ed andare a Petra. Durante la giornata di permanenza però, io e la mia compagna di viaggio abbiamo deciso di concederci una nuotata sulla barriera corallina per godere appieno di Israele e i suoi colori.

Al Wadi Araba
Alla frontiera del Wadi Araba – ©CS

Ci siamo recate in una delle spiagge sulla Coral Beach Natural Reserve, una straordinaria barriera corallina lunga 1200 metri, piena di coloratissimi pesci tropicali e rari coralli in cui abbiamo avuto la possibilità di affittare maschera, boccaglio e pinne per fare un po’ di snorkeling.

Oltretutto, Eilat è conosciuta anche per la Dolphin Reef, una spiaggia unica al mondo, dove il mare è pieno di simpatici abitanti, i delfini. Qui, se sarai fortunato, potrai osservarli da vicino e magari nuotare con loro.

CURIOSITà

  • Eilat è una zona fiscale gratuita. Questo la rende un luogo molto conveniente dove fare shopping. I numerosi centri commerciali della città sono ricchi di prodotti da tutto il mondo.
  • Partendo da Eilat si possono visitare le splendide montagne che la circondano. La Riserva Naturale delle montagne di Eilat è appena fuori città ed è un ottimo luogo per gli amanti della natura e dell’escursionismo.
  • L’Israel Bike Trail è un sentiero per mountain bike che attraversa il paese da nord a sud e collega il monte Hermon a Eilat. Per le sue attrattive è tra le rotte di biking più note al mondo: ha persino una segnaletica dedicata. L’intero percorso può essere completato in 8 giorni.

ISRAELE E I SUOI COLORI: RED CANYON

Dopo essere tornate da Petra, abbiamo affittato una macchina ad Eilat per proseguire il nostro tour di Israele. Da qui ci siamo recate al Red Canyon, nelle montagne di Eilat, a circa 23 km dalla zona degli hotel.

COS’è IL RED CANYON

Il Red Canyon si formò a causa di una erosione iniziata 6,5 milioni di anni fa che causò la fuoriuscita del magma e l’indurimento della sabbia rossa in roccia. Ora un breve momento da Super Quark: questo fenomeno è conosciuto in geologia come fessurazione tabulare. Nelle rocce eruttive, in particolare, la fessurazione può essere dovuta a contrazione per raffreddamento e consolidamento di un magma. Se il raffreddamento avviene lentamente, si possono formare sistemi di piani paralleli, con una divisibilità in banchi o in lastre più o meno sottili, che conferisce un apparente carattere di stratificazione. Ecco come si è creato il Red Canyon! 🙂
Circa 3 milioni di anni fa si creò una spaccatura di circa seimila chilometri che comincia dall’attuale Somalia e arriva in Turchia. Il percorso della visita al Red Canyon passa in questa falla rocciosa.

Red Canyon
Nel Red Canyon – ©CS

LA MIA ESPERIENZA

Arrivarci è stato facile e una volta parcheggiata la macchina nell’ampio spiazzo incustodito, abbiamo iniziato la nostra esplorazione. Man mano che ci addentravamo rimanevamo sempre più a bocca aperta per la forza della natura, capace di creare una bellezza simile.

Ci sono quattro sentieri di percorsi nelle montagne intorno a Eilat, verde, rosso, blu e nero. I colori non dimostrano la difficoltà del sentiero stesso, ma la mappa del percorso e la lunghezza dello stesso. Nel Red Canyon passano due di questi sentieri quello verde e quello nero. Tranquillo, è impossibile perdersi. Non ti troverai nel Gran Canyon ma esplorare le gole rosse, vedere una timida vegetazione sparsa qui e là per i sentieri e godere del silenzio che ti circonda ti farà innamorare di questo posto, di Israele e dei suoi colori.

ISRAELE E I SUOI COLORI: MAKHTESH RAMON

Dopo aver visitato il Red Canyon ci siamo rimesse alla guida per raggiungere la città di Mitzpe Ramon, che si trova a circa un’ora e mezza di viaggio. Questa è la città che domina l’immenso Makhtesh Ramon, che in ebraico vuol dire cratere.

Durante il viaggio passerai in mezzo al deserto del Negev, un’esperienza a mio avviso meravigliosa.

Makhtesh Ramon
Makhtesh Ramon – ©CS

LA CITTà DI MITZPE RAMON

La parte settentrionale della città, poco conosciuta dai turistici, un tempo era zona industriale. Ora è stata trasformata in un quartiere di artisti. Gallerie, bar e negozi hanno aperto le loro porte. Vale davvero la pena di andare a dare un’occhiata. Fino a pochi anni fa, Mitzpe Ramon era una di quelle città sulla strada di Eilat che si attraversavano senza fermarsi. Oggi le cose sono cambiate ed è diventata una vera e propria meta turistica. Situata ai margini del più grande cratere di origine erosiva di tutto il mondo, la città gode di una vista eccezionale ed è per questa ragione che ci si reca lì.

Io e la mia amica abbiamo soggiornato solo una notte per poi metterci in marcia verso Cesarea l’indomani mattina, ma cenare in uno dei suoi localini al tramonto, circondate dai colori tipici di Israele è stata una bellissima esperienza.

MAKHTESH RAMON: IL Più GRANDE CRATERE DEL MONDO

Una volta arrivate a Mitzpe Ramon è stato facile trovare il centro informazioni che ci ha fornito una cartina con tutti i percorsi disponibili. Esistono diverse soluzioni per intraprendere un’escursione all’interno del cratere: auto, bicicletta e trekking. Il percorso dell’Israel National Trail consente agli escursionisti di percorrere i Makhtesh più belli e di coglierne gli aspetti ambientali più significativi.

Noi non abbiamo fatto l’escursione completa, forse perché eravamo ancora reduci dalla “due giorni” di Petra 😉 . Siamo rimaste comunque affascinate dalla magnificenza del panorama che ci siamo trovate di fronte. Stupore è la parola più giusta per esprimere l’emozione che si prova quando si circumnaviga questa impressionante bocca di roccia che si apre nella terra.

Oggi intorno a questo cratere è stato istituito un parco geologico. Lungo 40 km e profondo mezzo chilometro, con una caratteristica forma di cuore allungato, Ramon è la star del Negev.

STORIA DEL CRATERE

Il Ramon è nato dal mare. Duecentoventi milioni di anni fa il deserto era sotto l’acqua dell’oceano. Poi il mare lo ha pian piano svelato, ritirandosi verso nord e lasciando scoperta una collina a forma di gobba. L’acqua e le forze atmosferiche l’hanno schiacciata dando vita a una concavità, il cratere appunto, che ha continuato a sprofondare a un ritmo molto più veloce rispetto alle pareti circostanti. Oggi nel punto più profondo del cratere c’è l’unica fonte d’acqua naturale del luogo che attrae una grande varietà di fauna selvatica. all’interno del Makhtesh si possono ammirare gazzelle, asini selvatici e l’ibex nubiano.

Da non perdere poi il muro delle ammoniti del cratere Ramon. Si tratta di un’ampia parete di roccia che contiene i resti fossili di ammoniti, grandi molluschi vissuti 230 milioni di anni fa.

Io sinceramente non me ne sarei mai andata. La vastità che ho ammirato è indescrivibile a parole. Nonostante la voglia di trattenermi, la stanchezza ci ha fatto tornare alla macchina per poi recarci a Mitzpe Ramon per passare la notte.

Prima però abbiamo fatto una tappa al Midreshet Ben-Gurion, luogo di sepoltura del fondatore dello stato e di sua moglie, da dove abbiamo ammirato l’affaccio meraviglioso sul Nahal Tzin, il più grande wadi che inizia nel Negev. Su questo sito ti faranno compagnia le caprette che gironzolano libere e che godono anche loro della vista stupenda 🙂

Spero che questa breve descrizione ti abbia incuriosito! Io non vedo l’ora di tornarci!

Comments:

  • Libera

    11 Febbraio 2022

    Sono stata in Giordania pochi mesi fa e ho pensato spesso a cosa ci fosse al di là del Mar Morto. Mi incuriosisce davvero tanto un viaggio in Israele, evo metterlo assolutamente in lista. Grazie per il tuo racconto ricco di dettagli.

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  • 11 Febbraio 2022

    Anche a me Israele è rimasta nel cuore, purtroppo mi sarebbe piaciuto visitare anche Eliat e il suo Red Canyon ma il tempo era poco e ho preferito scegliere altre mete. Sicuramente ritornerò, perché ho sentito una connessione con questo Paese che spinge a tornare, spero presto!

    reply...
  • 11 Febbraio 2022

    Avevo visitato Eilat in bicicletta, mi era piaciuta moltissimo e mi aveva sorpreso quanto fosse vicino sia alla frontiera egiziana che a quella giordana! Non a caso avevamo pedalato apposta da una all’altra! Il mare è stupendo, così come la moltitudine di pesci che puoi vedere. Non vedo l’ora di tornare in Israele, me ne sono innamorata

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